Rossella, l’addetta alle pulizie dell’Ozanam

Rossella è molto magra, iconici sono i suoi grandi occhiali con la montatura dorata. Sempre vestita di tutto punto indossa quasi sempre cappelli, che sia estate o inverno non fa differenza.

Ha una grande parlantina ma questo dipende dai momenti. Ci sono giornate in cui si sente più guardata, coinvolta e allora le risate sono assicurate.

È capitato però già diverse volte che si sentisse trascurata e che nel bel mezzo della giornata lavorativa sparisse nel nulla. Più di una volta sono andati a recuperarla alla fermata del pullman prima che rientrasse a casa. Arrabbiatissima. Offesa. In quei casi bisogna farla ridere. Anche dire cavolate, funziona di tutto con lei. Basta mantenere vivo il contatto. 

Ma di cosa si occupa? Il suo ruolo è molto importante, soprattutto quando si tratta di ristoranti, pulisce, lava i piatti e prepara la sala insieme ad Andrea e Luca. 

Leggenda narra che non fa differenza l’ora in cui arrivi, l’ingresso sarà stato appena lavato.

Apri la porta ed ecco che ti ritrovi le piastrelle perfettamente pulite e bagnate. 

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È seduta al tavolo che si guarda intorno, lo sguardo sempre sfuggente, lei non fissa mai negli occhi.

“Ieri sono andata a fare la spesa da sola” esordisce. “Ah sì? E dove sei andata?” “In corso Grosseto” con la mano traccia una linea dritta nell’aria. La gestualità è perfettamente italiana. “Come mai sei andata da sola?” “Devo aiutare la mamma, ha mal di schiena poverina” sto per farle una domanda quando mi anticipa. “Sì lamenta perché i nostri vicini hanno tre cani e fanno casino, abbaiano”, sorrido. “Eh purtroppo i cani lo fanno”, “In realtà è solo Charlie che abbaia, gli altri sono bravi, Charlie, si chiama così” sorride pensando al cane. 

Rossella vive in casa sola con la mamma anziana. Ha un fratello più grande di qualche anno, quando ne parla però ultimamente si incupisce. È preoccupata, quasi si infervora. “Non posso andarlo a trovare” è ricoverato in una clinica. “L’ultima volta hanno fatto entrare solo mamma, deve entrare una sola persona con la mascherina” “tu poi non sei andata?” “No era tardi, fortuna che lo hanno portato in cortile e ci siamo visti attraverso la ringhiera” 

Ha iniziato a lavorare da noi il 18 ottobre del 2013, inizialmente come tirocinante poi come assunta a tempo indeterminato. 

Vuole bene a tutti dentro la cooperativa. Saluta e guarda di sottecchi un po’ curva sulla scopa. Il suo preferito è però Luca, il ragazzo che trascorre più tempo con lei durante la giornata. Lo chiama il professore. Purtroppo in questo ultimo periodo lavora al borgo e quindi non si vedono. Questo però non basta a spezzare un legame. 

Proprio sopra il bancone del bar c’è una piccola telecamera di sicurezza con comandi a remoto. Luca di tanto in tanto durante la giornata la chiama in tono scherzoso. “Rossella!!!” la chiama trascinando la a. La scanzona un po’. E lei scoppia a ridere coprendosi la bocca e avvisando chi ha intorno che si tratta di Luca. 

“Cosa fai pulisci?” “Eh” risponde sempre così prima di elencare tutto il lavoro di giornata.

“Ho fatto tutta la sala, ho anche già fatto i rotoli per domani” i rotoli sono le posate avvolte dal tovagliolo. “Ho visto hai fatto proprio un bel lavoro” “eh”.

Quando torni a casa cosa fai? Con il labbro inferiore copre quello di sopra. “Guardo la televisione con mamma e poi andiamo a dal tabaccaio in via Lulli”. Ecco via Lulli. Devi sapere che qualsiasi cosa serve a Rossella è in via Lulli. La nomina di continuo. Mercato, edicola, banca, tabaccaio. C’è tutto. “Ancora con via Lulli?” annuisce energicamente. 

È quasi ora di pranzo. Va su è giù per la sala come una pallina da tennis. Riempie le caraffe d’acqua, prende le posate, i tovaglioli. “Ti diverti qui?” Annuisce. 

Questo ci basta.