Daniele l’aiuto cuoco dell’Ozanam

Daniele è un ragazzo alto, ben piazzato, con occhiali stretti neri. Gli occhiali è come se facessero parte della sua divisa perché si abbinano ad un grembiule nero con sotto una maglietta bianca ed un cappello da cucina. 

È il nostro man in black. Anzi è il nostro uomo in bianco e nero. È infatti molto tifoso della Juventus

Daniele ha una grande passione. Il calcio. È un appassionato a 360 gradi, nel senso che tifa, lo pratica e lo analizza giocando al fantacalcio. 

“Quest’anno sono terzultimo, ho preso Immobile ma sta giocando male. È sempre infortunato.”

Sento bussare, guardo l’ora e sorrido. “È pronto da mangiare”, “arrivo” rispondo. Qui alle fonderie si hanno poche certezze, una di queste è che si pranza alle 11 e 30, prima del servizio.

Un orario che diventa un misto tra la colazione ed il pranzo e che di certo ti provoca una voragine nello stomaco alle 16. La conseguenza? O una buona merenda oppure cena alle 19 con relativo sonno alle 21, in un circolo vizioso che ti porterà inevitabilmente ad avere fame alle 11 e 30.

“Ho deciso di mangiare meno pasta”. Esordisce con il piatto in mano, mentre si accinge a sedersi alla tavolata. “Come mai?” Gli chiedo. “Perchè ho gli allenamenti, e se mangio troppo poi mi sento stanco, rimango appesantito”. 

Daniele gioca in un torneo piemontese di calcio a 5 dove partecipano molti dei ragazzi che lavorano o fanno tirocinio da noi. La particolarità è che sono in quattro e tutti e quattro sono in squadre differenti. 

In questo modo il pranzo diventa un’occasione di confronto per loro e di aggiornamento sulla situazione per noi. Oggi abbiamo vinto 3 a 1. Ma in che posizione giochi? Io sto in difesa, faccio il centrale, ma a volte vado in avanti, sono il capitano. “Ah, e come vi chiamate?” “Terzo tempo”. “La mia gli Insuperabili”, dice Manuel, “anche se ieri sera abbiamo perso 10 a 2”. Ride, così ridiamo con lui. 

Ma che lavoro svolge Daniele alle Fonderie? Daniele lavora in cucina durante il pranzo, fa l’aiuto cuoco, nello specifico si occupa della preparazione dei contorni. Insalate, patate al forno, carote, verdure miste. 

Prima e dopo il servizio però, ha un compito ben più delicato ed importante. Seleziona e pulisce frutta e verdura che ci viene donata da eco delle città e che utilizziamo per produrre i nostri vasetti etici. 

“Oggi ho pulito tre casse di arance”, dice quasi sospirando! “Bene, e quante te ne mancano?” “Trenta”. Ops. Credo che pulire le verdure sia diventato il suo peggior incubo. “Me le sogno anche la notte”, dice in uno slancio di confessione. 

Riepilogando. 

Daniele ha una grande passione, il calcio e un incubo ricorrente, pulire le verdure. Però lo fa. Si mette in silenzio e pezzo dopo pezzo pulisce e seleziona. Senza protestare mai, o lamentarsi. 

Anzi, è sempre ben disposto verso gli altri. Ogni volta che mi vede entrare o curiosare per la cucina mi chiede se mi serve una mano. 

“Hai bisogno?” oppure “Stai cercando qualcosa?” anche quando magari stai solo passando. 

Sembra perfetto per lavorare da noi perché è predisposto ad aiutare gli altri. Magari non può farlo o non sa come fare, ma si propone, non si tira indietro e nemmeno si nasconde. 

E come spesso si dice. Basta il gesto. 

Ah! Quasi dimenticavo, Daniele ci ha resi ancora più orgogliosi diventando perno e capitano della nazionale italiana di calcio a 5 durante i mondiali nella sezione special Olymipics tenutisi a Berlino.

Dopo aver battuto proprio la Germania, padrona di casa, gli azzurri hanno pareggiato 2-2 contro Porto Rico in finale e quindi vinto ai tiri di rigore.

Sì, possiamo gridarlo ad alta voce. Campione del Mondo, campione del mondo, campione del mondo, campione del mondo!!